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Si comincia ...

3 Luglio 2011 , Scritto da orpheus-ls Con tag #pesca a mosca

Eccoci !

 

 

Si comincia...

Sì, ma da dove ? E come ??

Dalla mia storia e dal suo percorso;

dalla pesca a mosca e dal suo perchè.

 

 

L'anno prossimo "festeggerò" i 40 anni di pesca. Ho iniziato quando avevo 5 anni, anche se ancor prima mi divertivo a "picchiare l'acqua" con un vecchio galleggiante da moschera di mio padre, attaccato con uno spago ad un pezzo di salice .

 

A 5 anni, la prima cannetta: un set che ora definirei da spinning, formato da canna in 2 pezzi da 1,8 m (ovvviamente in fibra di vetro) e mulinello. L'ingenuità del bimbo e la fame di pesca aveva fatto sì che diventasse la mia prima canna "bolognese": montatura "a galleggiante" e due verdine come esca (ora so che si chiamano Hidropsyche ...) e via, con le prime strisce o lasche che dir si voglia, nel mio torrente dell'entroterra genovese, dove si passavano i fine settimana e tutte le vacanze estive. Ho percorso tutte le tecniche di pesca possibile, mi sono divertito cercando di imparare quanto più possibile e sono arrivato con questa idea alla pesca a mosca, "per colpa" di un episodio che ricordo benissimo.

 

IM000467

 

Un’estate di parecchi anni fa, erano molti in quanto ero ancora un ragazzino, ero come tutti gli altri giorni, a pescare con la mia canna bolognese, ormai una 4 metri "semi-professionale", il solito galleggiantino e la verdina, tentando senza successo le strisce sul raschio di fine buca. 

Ad un certo punto – verso le sei di pomeriggio – arrivò un vecchio Pescatore che, montata una corta e flessibile canna di bambù, iniziò a far volteggiare una “strana” ed opaca lenza, appoggiandola delicatamente sull’acqua: al suo estremo era legato un lungo finale di nylon al cui culmine faceva bella mostra di sé un’esca particolarissima e mai vista prima, che assomigliava ad uno di quegli insetti che alla sera si vedevano sciamare sul pelo dell’acqua e che venivano regolarmente ghermiti da pasciute e colorate trote sospettose che, perso ogni ritegno, rompevano la superficie della corrente con fragorosi salti.

Mi fermai e, affascinato dal gesto del vecchio Pescatore, lo osservai una mezz’oretta: cinque fario che non erano riuscite a resistere alla poesia dell'armonia e alla maestria del Vecchio, erano state portate a riva dal Pescatore ed adagiate nel cestino di vimini, su un letto di rami di ontano e foglie di menta...


STOP !

 

Non ho mai capito perché necessariamente la pesca a mosca e chi si appassiona ad essa debba necessariamente sottostare ad alcuni stereotipi: la sostanza del racconto è corretta, ma io, in realtà quel pomeriggio avevo il cestino in acqua pieno di lasche, vaironi, cavedani, barbi e anche qualche trota iridea; sarebbero stati tutti liberati, alla sera, prima che salissi per la cena (forse avrei tenuto una o due trote, per mangiarle il giorno dopo)… Effettivamente vicino a me, si era posizionato quello che avevo subito catalogato come il classico “rompiballe” che pur di prendere qualche pesce, riusciva a disturbare un ragazzino, solo perché i pesci lì c’erano e si prendevano.

Eppure… niente: lui non prendeva niente, nonostante un modo di pescare che aveva totalmente catturato la mia attenzione. Aveva una canna sui due metri e mezzo, in fibra di vetro con uno strano mulinello e faceva andare avanti e indietro un filo verde, lucido e pesante con attaccato un finale con 3 ami che sbatacchiava in acqua sollevando spruzzi che spaventavano i “miei” pesci. Mi fermai; tanto ormai il coglione me li aveva fatti scappare  tutti ! Lo vidi provare, riprovare ed insistere e continuare per una buona oretta, finchè un piccolo cavedano – sarà stato una spanna – rimase attaccato all’amo di mezzo. Il pescatore lo liberò dall’amo e lo rituffò nell’acqua, per una veloce e definitiva fuga verso il centro del fondale. Mi avvicinai un poco ed iniziai ad osservare cosa avesse attaccato quel piccolo pesce, senza voler chiedere direttamente al pescatore (ah, a proposito, avrà avuto si è no una trentina d’anni ), anche per non dare soddisfazione al pescatore che mi aveva rovinato la pescata ed indispettito non poco. Vidi che lanciava la sua lenza e che seguiva con lo sguardo alcune macchioline grigio chiare appena sotto il pelo dell’acqua. Un paio di volte vidi alcuni pesci che, dal fondo, si alzavano in direzione dell’esca e rompevano la superficie dell’acqua con una schienata. A questi movimenti corrispondevano delle ferrate esagerate che rischiavano di estrarre direttamente dall’acqua il malcapitato pesce che si fosse allamato.

 

 

- Lorenzooooooo

- Arrivoooo, smonto la canna e arrrivooooo !!!

 

Senza salutare, sono sempre stato un gran maleducato, mi girai, raccolsi la mia attrezzatura, liberai il pesce sotto i piedi del pescatore – non senza una sottile cattiveria e perfido senso di esibizionismo  - e salii per la cena.

 

Il virus della pesca a mosca si era purtroppo già diffuso…  e ciò che è brutto è che si tratta di una malattia inguaribile. A volte si riducono i sintomi, ma, periodicamente le ricadute peggiorano sempre più la situazione... 



 

Sono cambiate tante cose: il mio torrente c'è ancora, ma i suoi pesci non ci sono quasi più. Praticamente scomparse le strisce e le poche trote, meno vaironi e meno barbi, resistono solo i cavedani ed alborelle ...
Non è solo una questione di cormorani: sì, ci sono anche loro, ma la rarefazione è iniziata molto tempo fa. L'ecosistema inteso come delicato equilibrio tra le varie componenti (parametri chimico-fisici dell'acqua, presenza di inquinanti, popolazione dei viventi - micro e macrobenthos -, popolazione ittica - qualità e quantità -, predatori "esterni" - bisce d'acqua, uccelli ittiofagi e uomo) si è totalmente alterato e ciò che ne consegue è che tutto il sistema si sta "imbarbarendo", subendo modificazioni difficilmente contrastabili, in quanto risultanti dalla combinazione di tantissime variabili, oggettivamente incontrollabili in modo completo e totale.  Certo è che tanti anni fa non c'erano grossi problemi, o forse mancava la percezione del rischio al quale era esposto il torrente. 
 
Ma, comunque, questa è un'altra storia, così come quella che racconterò prossimamente e che riguarda i miei primi passi con la Pesca a Mosca ...
 
 
Alla prossima
 
L
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